Bias di Conferma: Credi a ciò che vedi, o vedi ciò a cui credi?

Bias di Conferma

In teoria dovremmo funzionare come se fossimo delle persone ragionevoli e ne abbiamo tutte le possibilità. Sarebbe anche pericoloso non farlo, visti i tempi di repidi cambiamenti.

Eppure, l’evoluzione umana ci ha selezionati con incluso il famoso “bias di conferma“.

Ne parla Stefano Besana, ponendosi una serie di domande:
“Internet ci rende stupidi? La rete è diventata un insieme banale e ridondante d’informazioni senza senso sulle quali non vale la pena investire del tempo? È vero che il web sta tirando fuori il peggio di noi tra ignoranza, mediocrità e aggressività più o meno repressa?”

Esaminando poi, ciò che sembra essere una caratteristica tipicamente umana:

“…Internet ha innescato un meccanismo psicologico di de-individuazione in cui ci sentiamo maggiormente tutelati dal poter fare quello che vogliamo senza aspettarci conseguenze. Questo tipo di meccanismo si traduce in due comportamenti principali: il primo riguarda la leggerezza con la quale ci informiamo e andiamo a fondo delle questione e il secondo la facilità con cui formiamo un’opinione e una critica ancora prima di aver conosciuto gli elementi in gioco.
Gli stessi social media sono pensati in questa direzione.”

Una delle soluzioni proposte, è quella che più è citata in questo blog e vale per tutti i settori del business e della vita: Si chiama Consapevolezza

“…Aumentare il proprio livello di consapevolezza e di spirito critico: le bufale che spopolano su Facebook in questo momento sono – spesso – facilmente riconoscibili e anche quando non lo sono, partite sempre dal presupposto di verificare tutto quello che leggete…”

Dovremmo infatti essere sempre coscienti che ciò che leggiamo o ascoltiamo diventa nutrimento, in qualche modo.

Il Bias di Conferma funziona così: una falsità ripetuta spesso e diffusamente, tende a diventare prima realistica e poi realtà per qualcuno.

Immagina … un topo che pensa esattamente come alcuni di noi. Questo topo, ‘forte, per un motivo qualunque, della sua convinzione che non ci siano gatti nei paraggi,’ diventerà presto una cena.
Nella misura in cui il bias di conferma porta le persone a respingere la prova di una nuova o sottovalutata minaccia – l’equivalente umano del gatto dietro l’angolo – questo apre scenari potenzialmente pericolosi.

Buona lettura.

Il link all’articolo.
Basta bufale: informarsi online è semplice, se sai come farlo

Segnalo anche l’ottimo articolo di Elizabeth Kolbert del The New Yorker.
Why Facts Don’t Change Our Minds