Fintech e pagamenti: 4 Trend per il 2017 dopo un movimentato 2016

Fintech e pagamenti

Dopo un movimentato 2016, di seguito le tendenze nei settori Fintech e pagamenti che mi aspetto nel 2017.

Le aree di Fintech e pagamenti potranno certamente aprire nuove prospettive e sostegno all’evoluzione dei modelli di consumo:

  1. Fintegration: Cooperazione più spinta fra banche ed aziende Fintech

La domanda infatti, non è se le banche coopereranno con le aziende Fintech ma COME questo avverrà per enfatizzare i punti di forza di entrambi questi due poli: i servizi sviluppati dalle Fintech e la stabilità che le banche portano per l’industria finanziaria.

Comunemente chiamata Fintegrazione (o Fintegration), l’integrazione fra i player Fintech con le banche esistenti e quindi nel tessuto finanziario, è guidata da precise decisioni Europee con regolamentazioni sui pagamenti, rendendo questo scambio necessario.

L’esempio più concreto di questa collaborazione può essere riassunto con tre lettere: API (Application Programming Interface). Si tratta di un protocollo tecnologico che abilita la comunicazione tra diversi sistemi informativi, e in questo caso, fra quelli bancari e le aziende Fintech permettendo agli uni di offrire servizi integrati dagli altri.

  1. Pagamenti Istantanei: pagamenti alla velocità di Internet

Talvolta chiamati “immediati” o “in tempo reale”, i pagamenti istantanei hanno un accredito immediato delle somme, indipendentemente dallo strumento di pagamento utilizzato (una app, o webapp, o API). Il sistema si basa sui canali di trasferimento di credito Sepa (Single Euro Payments Area) e l’intero progetto è al centro dell’Euro Retail Payments Board (Erpb), un tavolo di lavoro presieduto dalla Bce, per implementare un nuovo schema per questi pagamenti entro novembre 2017.

Armonizzare i pagamenti in tempo reale all’interno della zona SEPA dovrebbe rendere l’Europa più competitiva e favorire la crescita.

 

  1. PSD2: Rafforzare la sicurezza e chiarire il ruolo dei player nell’area pagamenti

Adottata per la prima volte il 25 novembre 2015, la direttiva nella sua nuova versione, PSD2 appunto, affronta le questioni relative ai fornitori di terze parti all’interno del settore dei pagamenti, cioè fornitori di conti correnti (Account Information Service Providers (AISP)), che consentiranno ai clienti abilitati, di visualizzare tutti i loro dettagli su un’interfaccia terza (Payment Initiation Services Providers (PISP)) che potrebbe non essere della banca (una Fintech ad esempio). Quest’ultima in grado di avviare il processo di pagamento, quindi dall’esterno della banca. L’iniziativa ha lo scopo di stimolare l’innovazione, pur mantenendo un elevato livello di sicurezza, in particolare sfruttando sistemi di autenticazione forte (strong authentication).

  1. Economia dell’abbonamento: un’opportunità per i sistemi di pagamento

Ad oggi, 68 milioni di persone nel mondo pagano un abbonamento ad una piattaforma solo per ascoltare musica. È più appetibile e comodo che comprare un album, o un brano, alla volta. L’intero ecosistema degli abbonamenti (pay-as-you-go models) è basato sul principio per cui l’esperienza utente è preferibile al possesso.

In questo contesto, la scelta del metodo di pagamento è fondamentale in quanto deve completare e sostenere questo modello di business basato quindi su un lungo periodo, e ricorrenza.

Tenendo presente che, secondo McKinsey, l’area dei pagamenti è presente in più del 40% delle start-up Fintech, lo sviluppo dell’economia dell’abbonamento, e quindi in scia tutta la filiera Fintech e pagamenti, dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo per l’intero settore.