il PageRank come metrica SEO

Cos’è il PageRank? E’ un numero da 0 a 10, che Google assegna ad ogni pagina presente sul web e rappresenta l’”importanza” in termini di numero e qualità di link che portano alla stessa.

Ad esempio Cnn.com ha un Pr 10, Virgilio.it ha un bel 7, questo blog 2.

Il dato è noto in quanto Google lo rivela tramite la sua Toolbar e dal quel momento il PR è diventato un elemento che rappresenta il “link juice” della pagina.

Il problema è che Google pubblicamente dichiara che il valore di PR che ci mostra, è in primo luogo diverso da quel che usa internamente. E’ inoltre aggiornato meno spesso.

Significa che esiste un valore di “Toolbar Pagerank” diluito e visibile a tutti, ed un PageRank effettivo conosciuto solo al motore.

La ragioni per non utilizzarlo come metrica:

  1. Il PageRank non è rilevante per le ricerche in tempo reale ed i risultati derivanti dai social media.
    Gli aggiornamenti di stato dei social media o i post su Twitter sono entrati a far parte dei risultati di ricerca. Nonostante un tweet abbia PR a 0, comprare nei risultati. Stesso discorso per notizie o UGC (user generated content).
  2. Essendo diluito e poco aggiornato, il PR visibile non sembra essere accurato e quindi non è misurabile né attendibile. Vedi il paragrafo “Google Toolbar” in Wikipedia.
  3. E’ solo uno dei 200 elementi che Google tiene presente per stabilire il posizionamento di una pagina. (link qui e qui… per quel che ne sappiamo potrebbe valere come un PigeonRank)
  4. Ce lo dice Google, che ha rimosso il valore del PageRank dal Webmaster Tools perchè non importante.
    Susan Moskwa  (Webmaster Tools Analyst in Google) dice “We’ve been telling people for a long time that they shouldn’t focus on PageRank so much; many site owners seem to think it’s the most important metric for them to track, which is simply not true. We removed it because we felt it was silly to tell people not to think about it, but then to show them the data, implying that they should look at it.
    Altrove si dice la stessa cosa.

La cosa migliore da fare, sempre a detta di Google, è scrivere buoni contenuti, ottimizzarli per la ricerca e diffonderli tramite i social media.

A quel punto le metriche più sicure restano quelle dei leads e delle pagine viste. Almeno sono misurabili.