Riunioni in azienda e parole inventate

Chissà a quante riunioni come questa partecipiamo ogni giorno. Chissà quante, hanno un epilogo identico.

Il pezzo di Gabriele Romagnoli, un mito. 😉

La riunione aziendale volge al termine, il presidente sta traendo le conclusioni. Fa una pausa, un gesto con la mano: raccoglie un nulla e lo stringe in pugno. Dice: “Quindi, dobbiamo ciapatonare il prodotto”. Si guarda intorno, tutti annuiscono. Soddisfatto, lascia la stanza.

Qualcuno ha annotato sul taccuino “ciapatonare“, qualcun altro lo ha digitato velocemente sul palmare, cercando il significato nel vocabolario elettronico: niente. La traduzione inglese: niente. Escono. Il vicepresidente batte la mano sulla spalla del direttore esecutivo: “E via alla fase di ciapatonamento!”. Quello fa segno di sì, torna nella sua stanza e scrive un memo per tutti i capidivisione. Lo intitola: “Per un’impresa ciapatona“. I capidivisione passano parola a tutti i funzionari, richiedono analisi strutturate del ciapatonaggio.

La sera vanno tutti a casa felici. Un impiegato, in un sussulto di passione, possiede la moglie sulla tavola apparecchiata. Lei, alla fine, lo guarda stupita. “Cosa è successo?”, domanda. Lui risponde: “Devo aver ciapatonato“. Si sorridono. L’ultimo degli operai mette a letto il figlio, lo addormenta con una fiaba, conclude: “E ciapatonarono felici e contenti”. Il bambino si addormenta sereno. Tutta l’azienda, la città, il Paese lo seguono nel sonno. Solo il vecchio custode nella fabbrica deserta resta, come sempre, insonne.

Un mese più tardi il presidente convoca una riunione urgente. Scuro in volto, gira una lavagna, indica un numero: 6,5. Tutti lo guardano perplessi. E’ una sufficienza, pensano. Ma il presidente prende il numero a colpo di bacchetta, sempre più forte, finché lo strumento si spezza. Allora dice: “E’ crollato”.

Nessuno domanda che cosa. Lui, sconsolato, aggiunge: “E’ crollato l’indice di ciapatonamento“. La notizia genera sconforto. Ora tutti hanno da obiettare: “Ma quale era prima? Nessuno ce l’ha detto! Come potevamo controllare? E poi, che cos’è il ciapatonamento? Come possiamo fare qualcosa se non sappiamo che cosa è? Ci prendete per il culo, lei e la proprietà?”.

Il presidente gravemente annuisce, i provvedimenti che seguono sono inevitabili. Dice: “Dobbiamo lasciarvi andare. Tutti. Con effetto immediato”. La fabbrica chiude. Resta solo il vecchio custode insonne, a guardia dell’immobile. Il presidente esce per ultimo. Guarda il custode e non dice una parola. Intuisce che lui gliene chiederebbe conto.