Sperimentatori migliori

L’altro giorno ho usato la frase “sperimentatori migliori” riguardo al team che dovrà realizzare un esperimento relativo ad un prodotto innovativo da realizzare.

Mi ha fatto riflettere il fatto che alcuni scelgono di misurare “chi sperimenta” solo sulla base di ciò che di buono riescono a trovare. Mi pare una definizione troppo superficiale, poiché gran parte del lavoro è sbagliare qualcosa.

Ci deve essere un percorso che altri hanno già fatto nel corso dei secoli e che è possibile riassumere.

Mi piace il percorso che gli sperimentatori migliori adottano come una auto-scoperta che può richiede tre tappe:

  1. Stadio 1: l’artista
    Si inizia con la passione e la voglia di creare qualcosa di audace e diverso. Questo è il momento in cui l’idea di un prodotto si palesa.
  2. Stadio 2: la sopravvivenza  
    Gli artisti in questo stadio devono essere in grado, e diventare bravi, nel vendere la loro arte oppure è facile morire di fame. Questo è il momento in cui entra in gioco il marketing.
  3. Stadio 3: la trasformazione
    Si mette tutto insieme e si cerca un perché. Questo al di là del denaro che potrebbe derivare. Questo è il momento in cui si definisce il vostro scopo.

A mio parere, gli sperimentatori “migliori” attraversano tutte e tre le fasi, non sempre nello stesso ordine, e quelli bravi lo fanno più velocemente degli altri.