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Sapere di non sapere alimenta scenari e crea nuove scelte

Un palloncino su di un cactus può scoppiare?
Un castello di carte può resistere alla potenza di un ventilatore?
Un bicchiere può rompere il pavimento cadendo?

Ce lo aspettiamo, ma se l’aspettativa fosse sbagliata?

Scenario sconosciuto, rischioso, vulnerabile, con paura, insicuro, imprevedibile, non controllabile.

Il sapere di non sapere, come diceva Socrate, ci apre ad ogni tipo di scenario così come l’incertezza è uno spunto con l’ottimo video di Florent Porta.

Il non sapere fa parte dell’avventura, del viaggio.

Quando cerchiamo di guidare gli eventi, cerchiamo di salvaguardare noi stessi da rischi attraverso il controllo, la pianificazione, la creazione di strutture. L’incertezza ci fa sentire deboli e vulnerabili e si presenta frequentemente durante la nostra giornata: qui nasce un po’ di potere.

Il potere si trova, quindi, nella nostra reazione e per questo, è come scegliamo la nostra risposta che crea valore.

La certezza ci trattiene

Possiamo cercare di controllare l’incontrollabile, cercando sicurezza e prevedibilità. Questo significa che a volte ci limitiamo nello sperimentare, perché ci si sente più sicuri nel rimanere in quel territorio sicuro: la nostra zona di comfort. Continuiamo continuamente a cercare le aree comode e sicure.

Non sapendo che ciò fa parte di questa avventura, quando scegliamo la via sicura o l’opzione confortevole, in qualche modo stiamo dicendo sì alla paura. Stiamo riducendo gli spazi. Stiamo scegliendo la protezione di ciò che conosciamo rispetto ciò che sembra incerto, ricco, disordinato, vivo, reale, crudo, vulnerabile ma spesso pieno.

Mettiamoci comodi con l’incertezza.

  • Teniamola d’occhio: su cosa siete così incerti?
  • Identifichiamo il perché: perché sentiamo il bisogno di controllare questa cosa?
  • Siamo onesti: come ci fa sentire sapere che questa cosa è incerta, senza concreta risposta / soluzione / risultato?
  • Diamole un nome: un nome al timore significa essere chiari su ciò che è;
  • Scolleghiamoci da ciò che NON siamo: non siamo l’incertezza o ciò che ci fa sentire in questo modo.
  • Abbracciamo l’ignoto: coltivare la fiducia che, nonostante il fatto di non sapere, c’è una parte di noi che saprà sempre che tutto è ok!
  • Siamo curiosi: Sostituire l’incertezza con una splendida curiosità. Farsi coinvolgere dal fascino della vita – questa sconosciuta.

Riposare nel disorientamento del momento presente. Quanto può essere liberante? Dopo tutto, se possiamo accettare il fatto che non si può controllare tutto, allora la vita scorrerà, probabilmente, con molta più facilità.

Perché forzare qualcosa che non può essere addomesticato?

Se la mente deve sopravvivere a questa battaglia costante con l’inaspettato, due qualità sono indispensabili: in primo luogo, un intelletto che anche in questo momento di intensa oscurità conserva qualche traccia della luce interiore che porterà alla verità, e in secondo luogo, il coraggio di andare dove quella luce debole porta.
-Carl Von Clausewitz

La ricaduta della Seconda Guerra Mondiale

Un video da 18 minuti, che mostra l’impatto della seconda guerra mondiale sull’umanità.

Non conoscevo tutti i numeri, ma animati e visti in questo modo sono terrificanti e sconvolgenti. Più di tutto danno un contesto a quello che abbiamo studiato rispetto al mondo attuale.

Da vedere assolutamente.

Quando hai finito di vederlo, corri da Neil per supportarlo in questo lavoro spettacolare. Non vedo l’ora di vedere i prossimi episodi.

Un giorno a New York City per il progetto One Day in NYC

Con il progetto no profit Un giorno a New York City (One Day in NYC ), è stato chiesto a tutti i cittadini partecipanti di produrre dei contenuti video facendosi ispirare da 10 domande sul futuro della propria città: New York.

L’idea di stimolare contributi dalle persone non è nuova ma qui si parte da 10 domande che in qualche modo limitano e guidano la possibilità di risposta.

Ecco le 10 domande:

  1. Perchè nella tua città?
  2. Cosa ami della tua città?
  3. Qual’è la cosa migliore che sta accadendo nella tua città, oggi?
  4. Qual’è la sfida più grande per la tua città?
  5. Chi non è aiutato dalla tua città?
  6. Qual’è la cosa peggiore che sta accadendo nella tua città, oggi?
  7. Quali sono le soluzioni che la tua città ha bisogno di adottare?
  8. Come, le persone, stanno cambiando il futuro della tua città?
  9. Cosa speri per la tua città nei prossimi 20 anni?
  10. Poni una domanda sulla tua città.

Penso che rispondere a domande di questo tipo aiuti parecchio la costruzione di una visione.

Il video di Stephen Nangeroni, uno dei partecipanti al progetto:al .

[schema type=”organization” orgtype=”Organization” url=”http://www.onedayinnyc.org/” name=”One Day in New York” description=”Films that Investigate 10 questions about the future of your city On April 26th, 2014 hundreds of filmmakers, non-profit organizations, and inspired citizens documented stories and investigated 10 questions for the future of New York as part of a city-wide, participatory media-creation event. The resulting media will be showcased in an interactive geo-tagged archive and a TV series on the future of the American city. In addition, local media partners will showcase the most powerful and inspiring videos created during the one-day filmmaking event.” country=”US” ]

Google compra i satelliti di Skybox per 500 milioni di dollari

Google ha messo a segno un nuovo colpo acquistando Skybox Imaging per circa 500 milioni di dollari, cifra soggetta ad eventuali aggiuntamenti.

Skybox costruisce satelliti e data center, fornendo accesso ad un vasto e dettagliato archivio di immagini e video satellitari in alta definizione .

Con l’acquisizione Google andrà a potenziare i servizi di Google Maps e Google Earth migliorandone la qualità e la quantità, anche in tempo reale.

Di seguito una ripresa video da satellite, di una miniera in Turchia. Come si vede la qualità è davvero notevole.

Smart City: le città sensibili secondo Carlo Ratti

In effetti  associare la sensibilità ad una città, mi ha fatto un certo effetto. Sembra un paradosso ma Carlo Ratti spiega bene come in fondo le città sono il risultato dei nostri movimenti. Sono sensibili, “siamo” sensibili.

Ci sembra che ci avvolgano ma siamo noi a plasmarle e con l’aiuto della tecnologia, usata in modo utile, a migliorare la nostra presenza.

La tecnologia è disponibile e guardando il video, anche le idee.Basta fare le domande giuste.

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Tim O’Reilly, Pensando al Futuro

Ho trovato questo talk di Tim O’Reilly al Web 2.0 Expo NY 2010 intitolato, “Thinking Hard About the Future.”  
Il video perchè riporta esempi storici sulla storia dell’innovazione, sicuramente d’esempio per le persone impegnate ad inventare il futuro.
Guardate il video e, alla fine, fate come Tom suggerisce:

“Andate là fuori, Create e Divertitevi”

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Animazione video “La breve storia di quasi tutto”

Animazione "La breve storia di quasi tutto"
A Brief History of Pretty Much Everything

“La breve storia di quasi tutto” è un’animazione video di Jamie Bell realizzata per un corso di d’arte con penne biro.

Ha 17 anni e per realizzare l’animazione, ci sono volute 2100 pagine con 50 blocchi appunti.

Il progetto di animazione ha avuto durata di tre settimane per lo svolgimento, il video mostra la breve storia della terra con qualche elemento extraterrestre.